Invano di Fillippo Ceccarelli per Votarti m'affatica a Lecce

Invano di Fillippo Ceccarelli per Votarti m'affatica a Lecce

Venerdì 15 febbraio (ore 18:30 - ingresso libero) alle Officine Cantelmo di Lecce con la presentazione di "Invano. Il potere in Italia da De Gasperi a questi qua" del giornalista Filippo Ceccarelli, prenderà il via la seconda edizione di "Votarti m'affatica. Le parole della scelta. La scelta delle parole", una rassegna, in attesa del festival estivo Io non l'ho interrotta (27/29 giugno), a cura del giornalista Pierpaolo Lala, organizzata da CoolClub.it e Diffondiamo idee di valore con la produzione di MultiServiceEco.

Il giornalista de la Repubblica, che ha donato il suo sterminato archivio sulla politica italiana alla Biblioteca della Camera dei Deputati, dialogherà con lo scrittore Roberto Cotroneo. Invano è la prima storia tribale del potere in Italia. Per capire chi siamo, come ci siamo arrivati e se questa storia è davvero finita. Grazie alla collaborazione con l'Ordine dei giornalisti della Puglia, l'incontro è valido per il rilascio dei crediti formativi. Ingresso libero. Info 3394313397 - www.iononlhointerrotta.com

IL LIBRO
Ci sono i comunisti e gli scomunisti, i barbari padani e i democristiani, i socialisti craxiani e non craxiani, i postfascisti e i berluscones: settant’anni di costume, di scissioni, di precisazioni, di essere uguali ma diversi hanno finito per affollare il nostro paese di tribù e sottotribù politiche, ognuna con i suoi tic, le sue parole d’ordine e di contrordine, i suoi vizi privati e le sue pubbliche virtù.
Filippo Ceccarelli, “curioso di professione”, si inabissa nelle infinite pieghe di questa storia cominciata con il dopoguerra e forse ora finita per sempre, e in un paese senza memoria ricuce ossessivamente i dettagli del lunghissimo romanzo italiano. Sono dettagli che parlano di noi, di chi il potere lo ha avuto e lo ha perso, di chi lo ha subìto e combattuto, alla ricerca delle tracce, dei fili in grado di raccontarci come siamo diventati quello che siamo. Sostenuto dalle carte e dai ritagli contenuti nel suo impressionante archivio sui politici italiani (334 raccoglitori e 1500 cartelle, pari a una torre di 45 metri e al tir che è stato necessario per trasferirlo alla Biblioteca della Camera dei Deputati), Ceccarelli scrive un libro appassionato e definitivo, che attraverso un uso sapiente e raffinato dell’aneddotica e a una scrittura arguta e spiazzante, mette il paese davanti allo specchio impietoso della sua storia, anche se “può sembrare ormai anacronistico questo andare al fondo, questo accanirsi sulle conseguenze del disincanto”.

“I gesti, gli usi, le pratiche, i segreti, i gusti, i piaceri, i tic, le idiosincrasie, le civetterie, i soprannomi, le barzellette, i personaggi minori, le figure di contorno e di servizio, i famigliari, i famigli, gli amici, le amanti, i vincoli di appartenenza, i rapporti col denaro, le relazioni pericolose, il gossip, la pazzia. Ma anche la cura dei corpi, i rapporti con
il sesso e con il cibo, i malanni, il guardaroba, i costumi e gli ingegni di scena, gli accessori, il merchandising, gli oggetti di uso e quelli sottratti all’uso e in tal modo resi sacri; e poi ancora i monumenti, le sedi e le scuole di partito, gli addobbi congressuali, le case private, il mobilio, le ville, le piscine, i salotti, i cessi, gli arredi, gli alberghi, i bar, i ristoranti, i mezzi di trasporto, i viaggi, le vacanze, gli omaggi, le cerimonie, le feste, i funerali.”

L'AUTORE
Filippo Ceccarelli è giornalista politico da oltre quarant’anni, prima a “Panorama”, poi alla “Stampa” e ora a “Repubblica”. Il suo sterminato archivio sulla politica italiana è stato donato nel 2015 alla Biblioteca della Camera. Per Feltrinelli ha pubblicato La suburra. Sesso e potere: storia breve di due anni indecenti (2010), Come un gufo tra le rovine (2013) e Invano. Il potere in Italia da De Gasperi a questi qua (2018).

     

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